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13/11/2013 Cop19: è in corso la conferenza delle Nazioni Unite per l’ambiente

Dall’11 al 22 novembre le delegazioni di 195 Paesi di tutto il mondo si riuniscono a Varsavia per discutere modalità e strategie per ridurre le emissioni di gas serra nell'atmosfera e combattere i cambiamenti climatici.
Si tratta della la Cop19, conferenza delle Nazioni Unite, durante i lavori si cercherà di definire una ‘‘roadmap’‘ verso il 2015, quando a Parigi dovrà essere firmato il nuovo accordo globale.
Come tutti gli eventi su questo tema, anche in questa occasione l’esigenza prevalente è l’urgenza:  i numeri del riscaldamento globale sono preoccupanti. Rispetto all’epoca preindustriale, la temperatura media terrestre è cresciuta di 0.8 gradi centigradi. Se la comunità internazionale non prenderà provvedimenti seri al riguardo, la temperatura potrebbe aumentare fino a 5 gradi centigradi alla fine del secolo. L’obiettivo finale è stabilizzare le emissioni di gas serra tanto da contenere in 2 gradi centigradi l’aumento della temperatura media globale. Per limitare il riscaldamento a 2 gradi gli esperti hanno stimato che la produzione di gas serra deve fermarsi a 44 giga tonnellate di anidride carbonica (contro le 50 attuali) entro il 2020. Per combattere seriamente il riscaldamento globale questa cifra dovrebbe essere dimezzata entro il 2050.
A quella data, però, la previsione è che l’utilizzo globale di combustibili fossili aumenterà del 50% rispetto ai livelli attuali con una conseguente crescita delle emissioni di 50 giga tonnellate.
In Cina il carbone, uno dei combustibili fossili più inquinanti, continua a farla da padrone. Il Paese siede, infatti, sul podio: è responsabile del 23% delle emissioni mondiali di CO2. A seguire gli Stati Uniti, l’Unione Europea e la Russia.
Gli Stati Uniti restano i grandi assenti, avevano firmato il Protocollo nel 1997 ma non l’hanno mai ratificato. Con Cina e India, anche loro esentate, rappresentano i due terzi delle emissioni globali.

Fonte: www.greenreport.it