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30/10/2013 Stato e prospettive dell’efficienza energetica in Italia

Oggi il Politecnico di Milano ha presentato un importante studio sull’efficienza energetica del nostro Paese Stato e prospettive dell’efficienza energetica in Italia, uno dei dati più rilevanti emersi dallo studio riguarda il ruolo chiave dell’efficienza energetica nella crescita del Paese. È ormai convinzione comune (rilevata nelle strategie energetiche ufficiali sia europee che nazionali) che lo sviluppo dell’efficienza energetica, attraverso il potenziamento del ricorso all’utilizzo dell’elettricità, sia sostanziale e spesso decisivo per:

  • il raggiungimento dei target ambientali,
  • l’ottimizzazione della spesa per il fabbisogno energetico,
  • il conseguimento di un adeguato livello di sicurezza energetica.

La stampa di oggi sta diffondendo, a tal proposito, un dato molto positivo: per crescere del 4% basterebbe risparmiare energia. Il rapporto presentato oggi introduce il concetto di efficienza energetica e delinea il quadro storico dell’evoluzione legata all’efficienza energetica nel nostro Paese, presenta un quadro aggiornato delle normative in Italia e ipotizza un possibile futuro dell’efficienza energetica; a conclusione del lavoro viene proposta anche una sintesi dei principali benefici associati alla diffusione delle soluzioni per l’efficienza energetica, supponendo 2 livelli di sviluppo (uno ottimo e uno moderato). Da questa analisi (delle tecnologie e degli scenari al 2020) emerge che il potenziale di risparmio legato alle applicazioni di tecnologie per l’efficienza energetica è notevole, con risparmi annui a regime sui consumi finali al 2020 di 288 TWh (terawattora) in uno scenario di sviluppo ottimo e di 195 TWh in uno scenario di sviluppo moderato e che gran parte del risparmio energetico annuo conseguibile al 2020 (il 95% circa) riguarda interventi nel patrimonio edilizio (residenziale, terziario e industriale), rispettivamente 273 TWh e 183 TWh per gli scenari di sviluppo ottimo e moderato. Uno sguardo d’insieme ai benefici per il Paese associabili a tali ipotesi di penetrazione al 2020, mostra come i vantaggi siano consistenti. Allo scenario di sviluppo ottimo, infatti, è associato un risparmio annuo a regime di emissioni di CO2, calcolato sulla base della riduzione dei consumi finali di energia, di 72 milioni di tonnellate (circa 50 milioni nello scenario di sviluppo moderato), a fronte di un volume di affari complessivo di 512 miliardi di euro (circa 350 miliardi di euro nello scenario di sviluppo moderato) nell’intervallo di tempo considerato (che si traduce in un volume di affari annuale di circa 64 miliardi di euro) e di una ricaduta sul sistema industriale complessiva pari a 3.726.637 Unità di Lavoro Annue – ULA (circa 2,5 milioni nello scenario di sviluppo moderato) nell’intervallo di tempo considerato (che si traduce in circa 460.000 ULA all’anno). Inoltre, assumendo l’italianità dell’intera filiera, l’incidenza del volume d’affari annuo sul PIL sarebbe compresa tra il 2 e il 4% e gli operatori legati all’efficienza energetica coprirebbero annualmente una percentuale compresa tra l’1,2% e il 2% del totale occupati.